Diffamazione via Facebook

Cass. sent. n. 4873/17 del 1.02.2017.

Facebook è il mezzo ormai più idoneo e diffuso utilizzato per la diffamazione via internet poichè alla portata di tutti essendo non a pagamento e di facile utilizzo.

La mania di protagonismo malsano ha fatto si che il problema in se venga minimizzato con un congenito disprezzo delle regole sia di civiltà che di buon senso . Le vecchie norme sulla diffamazione a mezzo stampa continuano ad essere valide anche su internet senza possibiltà di uscirne indenni anche se vengono usati nikname finti o fantasiosi anche se il piu delle volte non ci si nasconde manco più dietro falsi nomi ma si commette il reato o i reati con la propia e reale pagina virtuale .facebook ha sostituito la pubblica piazza e l’offesa viaggia molto più velocemente e in modo indelebile più di qualsiasi altro mezzo diffamatorio tradizionale .
Dunque ben sussiste e deve essere applicata l’aggravante.
Quanto al tipo di aggravante applicabile, la Suprema Corte ricalcando un orientamento ormai stabile che si tratta di quella per l’uso del «mezzo di pubblicità» e non della «stampa», riservata almeno per ora solo alla carta tradizionale. Chi viene diffamato su Facebook può sporgere denuncia-querela indicando semplicemente il nome dell’account del colpevole. Se questi ha usato un account falso, la polizia postale è in grado di effettuare le indagini e risalire all’indirizzo internet (IP) da cui è stato attivato il profilo e, quindi, al colpevole. Oltre a ciò è sempre possibile un’azione civile separata per ottenere il risarcimento del danno, azione di solito esercitata nello stesso processo penale attraverso la costituzione di parte civile.

Per quanto riguarda la prova, l ‘autore del post offensivo potrebbe cancellarlo, rendendosi conto che ha commesso un reato ma devo dire che , il rendersene conto a mio avviso sarebbe gia un bel risultato ! Così, se è vero che ci possono essere dei testimoni che potranno dire di aver letto la frase diffamatoria , la cosa importante è stampare la pagina web o fare un cosi detto screenshot, conservando solo l’immagine, ma anche di farla autenticare da un pubblico ufficiale , un notaio , con l ‘attestazione della corrispondenza della copia all’originale, evitando ogni qualsiasi dubbio di qualsiasi genere sulla autenticità della prova.

2017-04-07T22:45:27+00:00